West Highland White Terrier "Le leggende metropolitane"


Ecco le affermazioni sbagliate che si sentono più spesso:



1. Esiste anche il “westie-toy/nano”.
E’ una leggenda che si nutre dalla richiesta negli ultimi anni di cani della taglia mini e toy. Commercianti e allevatori senza scrupoli hanno subito  inventato “una nuova varietà” di westie.   In realtà si tratta SEMPRE di una truffa. A volte si tratta di meticci figli di una femmina westie di scarsa tipicità minuta e senza ossatura, accoppiata con un maltese, volpino o chihuahua (per diminuire ancora la taglia). A volte sono cuccioli maltenuti e malnutriti, di età molto inferiore a quella dichiarata. Una volta curati e nutriti bene crescono e diventano westie di taglia normale ma molto cagionevoli di salute. Molto raramente  da genitori tipici possono nascere  cuccioli con peso molto basso alla nascita, spesso deboli.  In alcuni casi con le cure adeguate tali cuccioli a due mesi recuperano e non hanno notevoli differenze  dai cuccioli nati di giusto peso. In altri casi  si tratta di patologie congenite non ereditarie.
 Tali cuccioli non essendo tipici  devono essere venduti a prezzi molto bassi e in nessun caso devono essere usati nella riproduzione.
Per un neofita è praticamente impossibile capire quale dei cuccioli è tipico e quale no. Anzi i cuccioli truffa, di solito, attirano di più gli acquirenti perché al primo impatto  sono molto decorativi specialmente all’età in cui vengono venduti. Solo passando qualche mese e magari incontrando in passeggiata un tipico cucciolone di westie i proprietari si accorgono della grande differenza. In età adulta questi esemplari del vero “westie” hanno solo il colore bianco.
Non esiste la razza “westie-toy”, ecco alcuni citazioni dello standard ufficiale di West Highland White Terrier:  …Costruito solidamente e forte… mostra magnifica combinazione di forza e di azione… arti corti,  molto muscolosi,  vigorosi e potenti… rene largo e robusto,  l’altezza al garrese è di 11 pollici (circa 28cm). Lo standard attuale non parla del peso invece originalmente la valutazione della taglia del cane era data esclusivamente dal peso, il cui tetto massimo di un cane di giusta altezza e con muscolatura ben sviluppata  deve essere  18 libbre per i maschi (pari a circa 9,5 kg) e 16 libbre  per le femmine  ( 8,5kg)
Cani leggeri di ossatura, privi di muscolatura, molto bassi, paurosi e/o mordaci vengono considerati atipici.

2. Il westie deve avere il muso più corto possibile.
Il muso del Westie è corto e forte  (pieno sotto gli occhi, non sottile e non appuntito) con le mascelle forti e i denti inaspettatamente grandi per un cane di queste dimensioni.  Il muso è  più corto del cranio. A volte si pensa che più corto è , meglio è. Questo non è corretto. I cani con muso molto corto tendono di avere mancanza di denti, perché i denti non hanno più lo spazio. Oppure  possiamo vedere una bocca con dentatura completa ma con denti di dimensioni decisamente più piccole di quelle desiderate. Al tempo stesso, un muso lungo, ovviamente, non è tipico per un Westie. Secondo lo standard il muso  ideale è circa un terzo della lunghezza della testa. E’ molto ricercata invece la mandibola larga con tanto spazio tra i canini, cioè garantisce la tipica espressione sorridente.

3. Il pedigree è inutile, serve solo per andare alle esposizioni canine
Un cane può essere definito di pura razza solo avendo il certificano di origine, cioè pedigree nel quale ci sono indicati tutti gli avi del cane fino la  quarta generazione. Trattandosi di razza pura e riconosciuta dal 1904 il cane per definirsi un vero West Highland White Terrier deve avere tale certificato. Non si tratta assolutamente di snobismo o di cani di casta superiore ma solamente di una garanzia che il simpatico cucciolino bianco crescendo mantenga le caratteristiche tipiche della razza (morfologiche  e caratteriali).  Il lavoro di selezione di una razza pura è impossibile senza sapere la genealogia certa dei soggetti usati. Ogni allevatore serio vende i cuccioli sempre muniti di pedigree e mai senza. Il costo del pedigree  è molto basso e non influisce sul prezzo del cucciolo. Sul prezzo può influire la genealogia prestigiosa o ricercata,  i titoli dei genitori e ovviamente tutto il lavoro dell’ allevatore che porta alla nascita di tale cucciolo.  Cuccioli sprovvisti di certificato di origine riconosciuta, anche se sono bianchi e hanno le zampe corte, sono definiti “meticci” e non devono essere pagati.



4. Le esposizioni canine è  solo un modo per il padrone di esibirsi, i cani però si stressano e soffrono.
Le mostre canine non sono un modo per esibirsi, ma un modo per portare avanti determinate caratteristiche delle razze (grazie alle verifiche zootecniche) e premiando il lavoro degli allevatori.
La preservazione della razza è un lavoro sudato a tutti gli effetti. Se parliamo di selezione seria e attenta al mantenere lo standard di razza : “Partecipazioni alle expo cinofile per gli allevatori sono indispensabili per garantire sempre un riscontro oggettivo sulla qualità del lavoro svolto e dei soggetti prodotti”.  
I cani che fanno mostre sono cani sani, equilibrati e che durante i loro giorni a casa corrono, saltano, giocano e si rotolano nell'erba;  sono cani che fin dai 2-3 mesi vengono abituati ad essere maneggiati, toelettati e curati, cani che imparano a mettersi in posizione e a gareggiare senza essere puniti o maltrattati, ma sempre sottoforma di gioco.   Un cane che soffre o semplicemente non è portato per il ring non può essere obbligato a sfilare, perché comunque sarebbe distratto, ansioso, magari anche aggressivo quindi non darebbe il meglio di se durante la presentazione e  non vincerebbe mai. Le partecipazioni nelle expo incidono pesantemente nel bilancio dell’allevamento perciò nessun allevatore coscienzioso non porta mai in expo i cani non adatti. Si divertono più i cani che hanno buon rapporto con il conduttore/allevatore e che amano anche stare con la gente. Perciò se allevatore espone i suoi cani e lo fa personalmente, questo è un’altra garanzia che lui ama la razza e soprattutto  i suoi cani. E non alleva solo per lo scopo di lucro.
Ricordate che senza expo non ci sarebbero i cani di razza, quindi se si condannano le expo si deve in primo luogo condannare l'etica del cane di razza.

5. Il mantello del  westie è facile tenere in ordine.
Il westie ha pelo lungo e di colore bianco non bisogna essere scienziati per capire che questa affermazione è piuttosto audace.  
Il mantello del  westie è doppio. Il sottopelo è corto, soffice e molto denso, il pelo di copertura è duro e grossolano, lungo minimo 5cm . Il pelo ha un ruolo importantissimo – protegge la pelle da freddo, umidità, e sporco. Non emana cattivo odore e non è soggetto alle mute naturali. Quante volte abbiamo letto le frasi del genere? Perche allora in giro si vedono moltissimi westie arruffati, maleodoranti e di colore dal giallo al grigio?  Il mantello del westie resta funzionale e di facile gestione solo ed esclusivamente se viene sottoposto ad un mantenimento adeguato – STRIPPING REGOLARE (in media 4-6 volte all’anno).  Solo in questo caso basterà una buona spazzolata un paio di volte alla settimana, ogni tot giorni il lavaggio delle zampe e il bagno completo con un buono shampoo ogni 3-4 settimane per tenere il vostro westie in ordine (di  piacevole e tipico aspetto). In caso di tosatura, stripping raro (1-2 volte all’anno), pettinatura occasionale, lavaggi solo quando il cane sembrerà un  “mocho  “Vileda” preparatevi avere accanto un compagno westie molto diverso da quello che vedete sulle foto delle riviste.

6. Al westie il bagno viene fatto meno possibile.
Scarsa informazione e prodotti non idonei, oltre a causare problemi alla salute dei cani, hanno contribuito a radicare tale vecchia e sbagliata convinzione.
Gli allevatori, esperti della loro razza (e non parlo solo di westie) utilizzano il bagno come procedimento naturale e regolare per avere il manto in perfette condizioni alle esposizioni, mentre ai privati possessori di un cane viene detto che il bagno non fa bene e che meno si lava il cane e meglio è. Se un cane lavato regolarmente ottiene risultati da mostra, allora il lavaggio  non è un danno, come si continua a sentir dire!
Con inizio degli anni 90 si è avuta una vera e propria rivoluzione nei prodotti cosmetici per animali. Al giorno d’oggi esistono tensioattivi che lavano via lo sporco dolcemente senza intaccare il grasso naturale del pelo: sono estratti dalla frutta, dal grano e da differenti oli. Lasciano il pelo morbido e lucente e oltre a non irritare la pelle, la aiutano a lenire eventuali irritazioni.  In alcuni casi i veterinari consigliano la shampoo terapia come coadiuvante delle cure tradizionali per le malattie della pelle. (malassezia, piodermite giovanile  (usando gli shampoo disinfestanti) , atopia (usando gli shampoo lenitivi si lavano via dal pelo gli allergeni come: polveri, pollini ecc e si idrata la pelle irritata) ecc)
Certo non dobbiamo abusare del bagno al cane ogni settimana però il westie può e deve essere lavato ogni volta che è sporco in media ogni 3-5 settimane. Le zampe, le zone intime e la barba possono essere lavati più spesso. Usando sempre uno shampoo di ultima generazione.

7. Lo stripping fa male, lo fanno solo ai cani da expo.
Questa affermazione “mi piace” più di tutte! Vale a dire che allevatori che vanno in gara maltrattano i loro westie, curando il loro mantello al meglio?  Il pelo duro non esiste in natura, è stato selezionato dalle persone e necessita dell’intervento corretto delle persone (forse che  fin dall’inizio avevano in mente di fare del male ai loro cani? )   La procedura di stripping  manuale viene usata da quando i westie hanno smesso andare in caccia (diciamo da quasi 100 anni). Questo perché  prima  passando molto volte nei rovi lo stripping avveniva naturalmente, garantendo costante cambio del mantello che per sua natura finendo il ciclo vitale non cade ma rimane nel follicolo. Il pelo vecchio, già morto perde la sua funzionalità e a lungo andare può provocare irritazioni della pelle, per non parlare del fatto che il westie strippato molto raramente, perde il suo tipico e ricercato aspetto.   Lo stripping per le razze con il pelo duro (moltissimi terrier, schnauzer, bassotti, griffoni ecc) è una procedura del tutto naturale ed eseguita da un professionista è assolutamente  indolore.  Invece la tosatura è assolutamente atipica per il pelo duro ( il pelo diventa molle, riccio, molto sottile, si sporca subito e perde la sua impermeabilità;  nelle razze “non bianche” perde anche il suo colore naturale e diventa sbiadito) .

8. Per il westie vanno usate le crocchette per i cani di piccola taglia, basta che siano di buona marca.
Le crocchette per i cani di piccola taglia spesso non sono adatti per il westie per due motivi. Il primo è che tale crocche sono sempre molto ricche di proteine 27-28% . Per il westie invece la giusta percentuale di proteine è sui 23%. L’eccesso di proteine può portare a problemi della pelle. Il secondo motivo è che le crocche per i cani di piccola taglia sono molto piccole fatte apposta per i piccoli dentini di tali cani. Come abbiamo detto il westie invece ha i denti decisamente grandi, molto più grandi di qualsiasi altra razza delle sue dimensioni. Perciò la maggior parte dei westie preferisce le crocche più grosse  perché sono più facili da mangiare. Rosicchiando crocchette più grosse il cane si pulisce anche i denti. Forse bisogna aggiungere che molti westie sono intolleranti alle proteine del pollo, perciò è preferibile evitare le crocche al pollo e con grassi di pollo aggiuntivi. Un altro buon motivo per non usare il pollo è perché il pollo usato per le crocche quasi sempre viene dall’ allevamento intensivo e questo ovviamente non favorisce la salute.

9. Il westie è un cane molto rustico può vivere anche in giardino
Il westie sì è un cane rustico e può trascorrere una parte della giornata divertendosi in giardino. Ma in nessun caso deve essere lasciato a vivere esclusivamente in giardino. Prima di tutto qualsiasi cane è un animale sociale e per nessun motivo vuole restare solo separato dal suo “branco”.  Il westie, specialmente, ama le persone e preferisce una casa di 20 metri quadri e stare vicino al suo padrone piuttosto che due ettari tutti per lui se deve stare da  solo.  Soffrendo la solitudine inizierà a darsi da fare distruggendo tutto quello che gli capita a tiro, abbaierà senza sosta e diventerà insopportabile. D’ altra parte il westie lasciato a vivere in giardino difficilmente rimane pulito a lungo, sarà sempre un cagnetto sporco, arruffato e poco piacevole. Insomma il westie lasciato a vivere in giardino  sarà sempre un cane infelice. Tra l’altro non capisco a che cosa serva avere un cane se lo si vuole lasciare a vivere solo  in giardino.